Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - La storia e l'architettura dell'Altare Piccolomini. È questo il tema del prossimo appuntamento, programmato per domenica alle 16.00, nell'ambito del ciclo 'il Saloncino', promosso dal rettore dell'Opera della Metropolitana di Siena, Mario Lorenzoni. A ripercorrere la vicenda costruttiva dell'Altare Piccolomini sarà Giorgio Bonsanti, già soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure e docente di restauro a Torino e Firenze. Nel corso dell'appuntamento domenicale sarà inoltre possibile degustare alcuni pregiati tè provenienti da varie parti del mondo. La Cappella Piccolomini, come viene comunemente chiamata, è in realtà un'imponente alzata di altare che riempie interamente una campata sulla parete sinistra del Duomo di Siena. Prende il nome dal committente, Francesco Tedeschini Piccolomini, arcivescovo di Siena (1460-1503). Nipote del Papa Pio II, fu egli stesso Papa, col nome di Pio III, in un pontificato brevissimo (meno di un mese), interrotto dalla morte. La realizzazione della Cappella ebbe una storia travagliata. L'architettura e l'altare sono dovuti al lombardo Andrea Bregno, che dette inizio ai lavori nel 1481 e proseguì fino alla sua morte, nel 1503, senza terminare. Delle cinque statue maggiori nelle nicchie, quattro sono di Michelangelo, che le eseguì a Firenze nel 1504, ma non completò mai l'altare con le altre quindici previste dal contratto. Ciononostante, la Cappella Piccolomini costituisce un insieme di grande fascino, e le statue di Michelangelo, relativamente poco conosciute, sono invece opere straordinarie per qualità e importanza, che richiedono però di essere valutate in una considerazione globale del monumento.