(Adnkronos) - La quantità e varietà delle opere e dei progetti esposti va dal primissimo paesaggio urbano 'Fumo sui tetti' del 1911, alle cosiddette pitture murali realizzate tra il 1924 e il 1926; dai costumi e dalle coreografie per i Ballets Suédois a opere famosissime come 'Il Tipografo' (1919), 'Uomo con un bastone' (1920) o 'Elemento meccanico' (1925); dal poster per 'La Strada' al leggendario cortometraggio 'Ballet mécanique' (1924) o al film di Marcel L'Herbier 'L'inhumaine', alle cui scenografie egli collaborò, vera celebrazione del cinema come sintesi delle arti. Una varietà che permetterà di valutare nelle sue molteplici sfaccettature gli esiti artistici di quel cruciale ventennio, compreso tra gli anni Dieci e Venti del '900, quando Parigi, dove vive e lavora Léger, è davvero la capitale mondiale dell'arte, della cultura, del commercio e della vita mondana, prima che la crisi delle borse ne segni inesorabilmente il declino. Ed è proprio a Parigi, che Léger e gli artisti dell'avanguardia, cogliendo le sollecitazioni che provengono da quella straordinaria 'fucina' di stimoli e innovazioni rappresentata appunto dalla moderna metropoli, esercitano un ruolo guida nella ridefinizione dell'arte all'interno della società. L'opera di Léger è in questa direzione davvero pioneristica, e la mostra ne dà ampio conto, sia per la sua concezione pluridisciplinare, che per lo sforzo di cambiare le forme della pittura, corrispondendo così alle nuove esigenze della realtà urbana, in linea con quel fenomeno che nel secondo dopoguerra verrà catalogato come comunicazione di massa. Rielaborando il proprio stile, dapprima influenzato dal cubismo di Picasso e dalle frequentazioni con gli esponenti più in vista dell'avanguardia europea, come Robert Delaunay, Jacques Lipchitz e Henri Laurens, Fernand Léger conquisterà via via una cifra del tutto personale e, a partire dal primo dopoguerra, si imporrà sulla scena dell'arte come un grande architetto della pittura e il suo 'realismo', al passo con la vita urbana, sarà indubbiamente l'esito tra i più interessanti della contaminazione tra le diverse forme d'arte e il linguaggio dei primi mass-media. (segue)