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Gad Lerner contro la Lega: "L'attacco alla Kyenge è da vigliacchi e apre le porte ai fascisti"

La penna rossa si inserisce nella polemica tra il Carroccio e il ministro. "Un razzismo senza coraggio che non porta voti a un movimento screditato"
di Roberto Procaccini domenica 19 gennaio 2014

2' di lettura

La Lega è un partito "ipocrita" che "apre le porte ai fascisti". Gad Lerner attacca a testa bassa il Carroccio e gliene canta di ogni colore sulle colonne di Repubblica. La penna di sinistra non vede nulla di buono nella campagna che il partito del neosegretario Matteo Salvini sta conducendo contro il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge: una mossa insieme "vigliacca" (nello stile "di chi lancia il sasso e ritira la mano") e spericolata (un ricollocarsi nell'estrema destra dopo "aver perso la fiducia di chi l'ha sostenuta per un quarto di secolo"). L'attacco di Gad - I leghisti sono innanzitutto vigliacchi, sostiene Gad Lerner. Perché? Innanzitutto perché attaccano la Kyenge "per la sua persona in quanto tale, prima ancora che per la linea politica". E poi perché cavalcano l'ostilità (con iniziative tipo la rubrica Qui Kyenge su la Padania) senza "neanche avere il coraggio di scrivere a che scopo lo fanno". Ma soprattutto l'ex conduttore tv si scaglia contro l'ipocrisia del Carroccio (che quando aveva piazzatto l'allora tesoriere Fiorito in Finmeccanica, ricorda, non aveva remore a fare affari con la Libia di Gheddafi) e la spregiudicatezza con la quale cerca spazio all'estrema destra. "L’intenzione è evidentemente quella di far dimenticare l’onta del partito arraffapoltrone - scrive -, funestato dalle ruberie, marginalizzato a Roma ma tuttora bene inserito in tutte le postazioni di sottogoverno nel Nord". Ma l'operazione non può funzionare, sostiene Gad. "E' molto improbabile che l’agitazione delle tematiche xenofobe e antieuropee - argomenta - possa resuscitare un movimento screditato innanzitutto fra la gente che per un quarto di secolo aveva illuso". Nessun beneficio nelle urne, anzi. "L’odio diffuso contro Cécile Kyenge piuttosto che beneficiare i suoi propalatori leghisti - è la tesi - è più facile che generi fenomeni marginali ma devastanti di militarizzazione. L’exploit greco di Alba Dorata sta lì a dimostrarlo". Insomma, è il monito di Lerner, la Lega a furia cavalcare la battaglia contro il ministro per l'Integrazione non guadagnerà voti, ma aprirà le porte ai nuovi fascisti.

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