(Adnkronos) - Il monologo dello spettacolo è tratto dal primo capitolo di "No Bici" (ediciclo editore), titolo che scimmiotta il "No Logo" di Naomi Klein, e lancia una provocazione. "La bicicletta non è vista come un veicolo, ma come manifestazione itinerante, opposizione allo stile di vita contemporaneo o attrezzo sportivo - spiega Fiorillo - invece la sua vera essenza è di portarti velocemente e comodamente da una parte all'altra della città. 'No Bici' come 'Elogio dell'ascensore' è un invito a ripensare la mobilità e a cercare di immaginare come potrebbero essere le nostre città". L'ascensore "rappresenta il corretto approccio alla mobilità urbana - recita Jacopo Neri in 'Elogio dell'ascensore' - si valuta la distanza da coprire, si misurano le proprie forze, si stima il tempo necessario per l'ascesa o la discesa, facendo tutte queste complesse operazioni in poche frazioni di secondo sia davanti al familiare impianto del nostro condominio così come guardando la porta di un elevatore che vediamo per la prima volta Si sceglie l'Ascensore perché in quel preciso momento è il veicolo migliore per coprire quel preciso percorso. Se fosse sempre questo il criterio guida dello spostamento, nelle città avremmo più pedoni, più ciclisti, più utenti del trasporto pubblico, più car sharing e pochissimi automobilisti".