Torino, 17 gen.- (Adnkronos) - L'attacco al cantiere Tav di Chiomonte, avvenuto nella notte tra il 13 e 14 maggio scorsi quando una trentina di persone hanno attaccato il perimetro del cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte con lanci di bengala, razzi, bombe carta e bottiglie incendiarie e' stato connotato "da organizzazione strategica assimilabile a quella militare di portata tale da porre in grave pericolo la vita o l'incolumità' dei lavoratori". Lo sottolineano i i giudici del tribunale del Riesame di Torino, che hanno confermato la custodia in carcere per quattro no tav arrestati lo scorso 9 dicembre con l'accusa di attentato con finalità terroristiche. Nelle motivazioni, i giudici del tribunale del Riesame sottolineano, poi, che "valutato dunque il contesto e tenuto conto della natura dell'azione, essa e' da ritenersi idonea ad arrecare grave danno al Paese, consistente anzitutto nel danno all'immagine che al Paese deriva a livello internazionale dal ritardo nella realizzazione dell'opera".Rilevando, poi, che "la condotta ascritta agli indagati si inserisce nell'ambito di azioni volte ad impedire la realizzazione della linea ferroviaria dell'Alta velocità attraverso un'opposizione, anche violenta, perdurante da anni", i giudici sottolineano che "si deve dare atto che tutte le azioni riportate nella tavola sinottica di cui all'ordinanza cautelare rappresentano azioni di contrasto alla costruzione dell'opera o, peggio, di intimidazione nei confronti di persone a vario titolo coinvolte nella vicenda". "E' quindi evidente - concludono i magistrati - che sussistono nella massima intensità le esigenze cautelari connesse al concreto pericolo di recidivanza, non arginabili con misure diverse e meno afflittive quale quella degli arresti domiciliari".