(Adnkronos) - Giulia Bongiorno, in particolare ha sostenuto che "l'aggressione e' stata fatta da una sola persona e quella persona e' stata gia' condannata: si tratta di Rudy Guede. Tutto il resto sono indizi inventati su Amanda e scagliati addosso a Raffaele. Sono tutti e due innocenti - ha aggiunto Bongiorno rivolta alla Corte - li assolverete tutti e due, ma vi prego: considerate Raffaele per quello che e' non per i mezzi indizi. Il processo deve avere delle prove, per troppi anni c'e' stata una responsabilita' riflessa a carico di Sollecito". Nel corso della lunga arringa, durata circa sei ore, l'avvocato Bongiorno ha sostenuto che Sollecito e' finito "sotto processo solo perche' e' l'altra meta' di Amanda, che era un imputato ideale". "E' un processo basato sul nulla", ha ripetuto piu' volte il legale, che ha definito "camaleontico" e "monco" il movente dell'accusa.Nel corso della sua ricostruzione, l'avvocato Bongiorno ha sottolineato che la camera da letto di Meredith, dove fu assassinata, e' "grondante di tracce di Rudy Guede", mentre "non ci sono tracce di Amanda o Sollecito". L'avvocato Bongiorno si e' poi soffermata a lungo su uno dei reperti all'esame del processo, il gancetto del reggiseno di Meredith su cui venne trovata una traccia assegnata a Raffaele Sollecito: si tratta dell"'unico elemento che lo collega al luogo del delitto". Ma quando fu refertato, avvenne "in una scena del delitto che era ormai una sorta di discarica, in un ambiente ormai inquinato". Bongiorno peraltro ha messo in dubbio l'attendibilita' dell'attribuzione della traccia allo stesso Sollecito. (segue)