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Blitz ambientalista contro il progetto della centrale a carbone Hera in Calabria

domenica 27 aprile 2014

2' di lettura

Bologna, 23 apr. - (Adnkronos) - Un presidio di protesta è stato messo in atto stamattina a Bologna davanti al Cnr, durante l'assemblea dei soci di Hera, contro il progetto della centrale a carbone che dovrebbe sorgere a Saline Joniche, in Calabria. Ad organizzare il blitz, del tutto pacifico e con l'esposizione di uno striscione recante la scritta 'Merola esci dal carbone' rivolto al sindaco del capoluogo emiliano, sono stati i rappresentanti di Coordinamento Emilia Romagna comitati Acqua bene comune, Legambiente, Wwf, Greenpeace Italia, Re:Common, comitato 'Sì alle Energie rinnovabili - No al Nucleare' e il comitato 'No Carbone Saline Joniche'. "Mentre i sindaci di Forlì, Ferrara, Padova e Muggia (TS) si sono già dissociati, gli altri Comuni azionisti ancora non si sono pronunciati" rimarcano in manifestanti, convinti che la centrale sia "un progetto devastante per gli impatti sulla salute, sul territorio e sui cambiamenti climatici, e che ha già fatto registrare impatti negativi anche sul bilancio dell'azienda". "Investire sul carbone oggi - spiegano comitati e sigle ambientaliste in una nota congiunta - significa promuovere la fonte energetica che più di tutte pesa sul riscaldamento globale, la più grave crisi ambientale che l'uomo si sia mai trovato ad affrontare". "È inaccettabile quindi che la più importante multiutility della regione Emilia-Romagna veda come importante fonte di business la produzione di energia elettrica dal carbone - proseguono le associazioni - tanto da essere coinvolta come azionista nel progetto di nuova centrale a Saline Joniche e negli impianti di Tirreno Power, società i cui vertici sono sotto indagine per la morte di oltre 400 persone residenti nel savonese per malattie respiratorie e cardiovascolari causate dalle emissioni nocive della centrale a carbone di Vado Ligure, impianto attualmente sotto sequestro". La richiesta è dunque che tutti i sindaci si dissocino dal progetto e che i 4 che già lo hanno fatto "portino la questione all'ordine del giorno della prossima riunione utile del Patto di sindacato".

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