Milano, 6 gen. (Adnkronos) - "La Chiesa, come nuova Gerusalemme, non cessa di spalancare le sue braccia ad accogliere i 'figli che vengono da lontano'. Nel suo annuncio la Chiesa non può e non vuole darsi limiti né geografici, né etnici, né sociali, né culturali, né religiosi". Così l'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, nella sua omelia durante la Messa dell'Epifania in Duomo. Ricordando le parole del Vangelo che riferiscono dell'episodio dei Magi, ha ricordato come "in tutte le culture il genio poetico ha utilizzato la figura del viaggio per descrivere la ricerca di senso che accompagna l'umana avventura: Ulisse, Dante, l'esule, il pellegrino, l'esploratore… Sono tutte varianti di un'unica e radicale intuizione: la vita dell'uomo è un viaggio alla ricerca di Qualcuno che lo assicuri". Attraverso il viaggio della vita, "vissuta nello stile di Gesù, diventano garanzia di giustizia e diritto, quindi di pace. Ogni 'societas' infatti, anche le nostre sofisticate democrazie del nord-Occidente del pianeta, chiedono che 'fiorisca il giusto'. Ciò domanda l'assunzione personale del diritto, della giustizia e della pace". Ed è sul fondamento di un popolo senza confini "che imploriamo da Dio il rinnovamento delle nostre comunità cristiane d'Europa e la rinascita di Milano e dell'Italia tutta", conclude il cardinale. Al termine della Messa, in Arcivescovado, Scola ha accolto 13 sacerdoti ultranovantenni e ha pranzato con loro. (segue)