"Belen, se ti avessi incontrato prima, forse oggi non sare qui dentro". Comincia così la lettera che Fabrizio Corona ha scritto alla sua ex fidanzata Belen Rodriguez. Oggi, la show girl argentina è sposata con il ballerino Stefano De Martino mentre il re dei paparazzi sta scontando una condanna di 3 anni e 10 mesi per bancarotta fraudolenta e frode fiscale nel carcere di Opera. I due si sono lasciati da tempo ma le loro (concluse) vicende sentimentali continuano ad essere fonte d'ispirazione per fiumi d'inchiostro di cronaca rosa. Il rimpianto - Questa volta, a riaccendere i riflettori sulla loro storia d'amore, è stato il settimanale Chi che ha pubblicato in anteprima alcune tratte dalla biografia di Corona. Mea culpa. Voglio un figlio che sia orgoglioso di me è un epistolario nel quale Fabrizio si mette a nudo e scrive alle persone che gli sono più care: tra queste, anche la bella Belen. Nella missiva, si legge: "Dopo che abbiamo iniziato a frequentarci la mia vita è completamente cambiata e più passava il tempo, più il diavolo si allontanava da me". La rivelazione - Poche righe più avanti, arriva l'affondo: "La mia immagine non ti ha rovinato, anzi ha contribuito a creare un personaggio incredibile, unico, uno strano mix di bellezza e trasgressione, fama e disobbedienza". Corona, insomma, sembra attribuirsi il merito di aver contribuito ad accrescere la notorietà della Rodriguez e non esita ad ammettere di aver in parte manipolato la loro love story: "Un'altra storia d'amore a metà tra un reality e vita vera, con improvvisi e continui colpi di scena, dove purtroppo, ancora una volta ero io il regista". L'autoaccusa - L'ex fotografo non manca di riservare alcune critiche anche a se stesso. "Non avevo imparato ancora la lezione - si legge nella lettera - non mi era bastato il fallimento del mio matrimonio e così ho continuato a commettere gli stessi errori, che però hanno contribuito a farti diventare quello che sei oggi". Che farà Belen? Risponderà pubblicamente alle dichiarazioni del sue ex oppure opterà per un più discreto silenzio stampa?