(Adnkronos) - Sono soprattutto le donne anziane invece ad essere uccise da un familiare (69% dei casi tra il 2008 e il 2012), a fronte del 41,5% degli uomini, più frequentemente uccisi dalla criminalità comune (28%, a fronte del 22,4% per le donne), da conoscenti (13% contro il 2,4%), in contesti di abitazione o vicinato (5,2% contro il 3,8%), in ambito lavorativo (6,2% contro il 2,4%) o dalla criminalità organizzata, di cui risultano vittime esclusive. All'interno del contesto familiare sono i figli (40,9%) i principali carnefici degli anziani, seguiti dai coniugi (32,4%); residuale il peso dei fratelli (4,4%), dei nipoti (3,1%) e degli altri familiari. Nel solo contesto familiare il 12,2% delle vittime anziane è stata uccisa per motivi economici, l'11,9% a seguito di liti e dissapori; nel 13,8% dei casi l'autore soffriva di disturbi psichici e in un altro 11,4% l'evento è attribuito ad un raptus dell'autore, mentre l'8,8% degli omicidi è legato alla malattia fisica o mentale e/o alla non autosufficienza della vittima, da cui l'autore ha voluto "liberarla" (i cosiddetti omicidi pietatis causa).