Palermo, 9 gen. - (Adnkronos) - "La diminuzione delle royalties con provvedimento governativo non prevede nessuna forma di compensazione per il territorio in termini di infrastrutturazione e bonifica delle aree interessate agli insediamenti petroliferi, almeno in questa fase. Una condizione inaccettabile. Ecco perché avevamo si proposto l'abbassamento delle royalties al 10% con un sub-emendamento che prevedeva però l'obbligatorietà per le società petrolifere di applicare importanti misure di compensazione e bonifica ambientale e la costruzione di infrastrutture primarie come strade, porti oltre che l'abbassamento del prezzo dei carburanti alla pompa, anche ad 80 centesimi litro per il gasolio o 1 euro litro per la benzina per gli impianti dell'isola, altro che regalo". A dichiararlo è il vice presidente dell'Ars Antonio Venturino firmatario insieme ai colleghi Gianni, Cimino, Anselmo e Lo Giudice di un sub emendamento all'articolo 5 comma 2 della legge di stabilità regionale che voleva superare il balletto delle aliquote stabilendo un tetto che avesse una reale ricaduta positiva per i cittadini. L'introito che la Regione Siciliana trae delle royalties petrolifere è per legge pari al 7,5%. "Il danno che la Sicilia subisce in termini ambientali è notevole e permanente - ha dichiarato il deputato Pippo Gianni- ed aspettare che le energie alternative sostituiscano in toto l'utilizzo del petrolio richiede purtroppo dei tempi ancora lunghi, ecco perché proponevamo che le compagnie petrolifere pagassero oggi con risorse proprie i danni ambientali. Con una semplice misura -aggiunge Gianni- avremmo potuto attutire l'inquinamento ambientale, il tasso di disoccupazione ed avremmo generato economia dato l'abbassamento del prezzo dei carburanti". "Si tratta di misure -conclude Venturino- che sono volutamente travisate da alcuni deputati, e si prestano a facili strumentalizzazioni animate dalla volontà di fare disinformazione".