Città del Vaticano, 10 gen. (Adnkronos) - "I quasi cinque milioni e mezzo di visitatori dei Musei Vaticani nell'anno 2013 sono una notizia allo stesso tempo felice e preoccupante". E' quanto afferma il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci che in un articolo sull'Osservatore Romano spiega: "Felice, perché confermano la buona salute e la formidabile attrazione internazionale esercitata dai musei del Papa. Preoccupante, perché un numero così imponente obbliga a serie riflessioni". Infatti, ricorda Paolucci, "una pressione antropica tanto massiccia vuol dire usura delle collezioni, vuol dire rischi di danneggiamenti, vuol dire disagio per i visitatori costretti a percorsi superaffollati e stressanti. È chiaro che noi non possiamo chiudere il portone d'ingresso né contingentare l'accesso a chi, magari per la prima e unica volta nella vita, viene a Roma dal Cile o dall'Australia, dal Canada o dal Brasile, per vedere la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello, il Laocoonte e l'Apollo del Belvedere. Possiamo però disciplinare i flussi, distribuirli sull'intero arco della giornata, aumentare i tempi di apertura, eliminare per quanto possibile le code con lo strumento della prenotazione on-line". Si tratta di "provvedimenti che abbiamo messo in opera e via via collaudato e perfezionato negli ultimi anni. Se questo non avessimo fatto - osserva il direttore dei Musei Vaticani - non saremmo riusciti a governare i cinque milioni e mezzo di presenze del 2013. Un numero come quello ci avrebbe semplicemente travolti. L'altro fondamentale impegno al quale ci obbliga il bilancio dell'anno scorso è la necessità della cura metodica e costante delle collezioni. La manutenzione ordinaria e straordinaria, la conservazione preventiva e programmata, devono essere sempre di più potenziate".