Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - Il dirigente della Regione Lazio Luca Fegatelli, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti, avrebbe "pilotato" le bonifiche in alcuni uffici della Regione, organizzate tra il 9 e il 10 aprile 2011, mettendo in atto, secondo quanto scrive il gip nell'ordinanza, "il tentativo, andato a buon fine, di inquinare le prove mediante l'eliminazione dei dispositivi di intercettazione". Secondo la ricostruzione del magistrato, il segretario dell'allora presidente della Regione Lazio Renata Polverini, Salvatore Ronghi, in una nota invitava Fegatelli "ad attivare, con urgenza, l'iter necessario per l'esecuzione della bonifica a causa dei troppi 'badge visitatori' rilasciati a imprenditori e rappresentanti di associazioni per l'accesso agli uffici regionali". Societa' incaricata di svolgere le bonifiche la Able Security Europe, che l'8 aprile presenta il preventivo "richiesto direttamente in regione, con l'indicazione degli uffici da bonificare". Gli uffici in questione erano quelli del palazzo della presidenza (dove si trovava l'ufficio di Fegatelli) e l'assessorato al Bilancio, programmazione economica e finanziari, attivita' produttive e politiche dei rifiuti, per un importo di 19.500 euro. Tuttavia, secondo quanto ricostruito dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza, Fegatelli era gia' a conoscenza della "liceita' dei dispositivi installati da carabinieri", in quanto sarebbe stato informato, grazie a una fuga di notizie, dell'esistenza di una indagine della procura di Velletri. A testimoniarlo ci sarebbe una conversazione di Fegatelli del 6 aprile 2011 con l'avvocato Oropallo, in cui lo stesso Fegatelli, scrive il gip nell'ordinanza, "dichiara che i carabinieri stanno indagando sulla discarica di Albano e che sono entrati in Regione per mettere dei dispositivi di controllo, specificando che e' certo della notizia". (segue)