Roma, 11 gen. (Adnkronos) - Evidenziare il rapporto che il pittore Umberto Prencipe (Napoli 1879 - Roma 1962) ha intrattenuto con la Toscana e in particolare con Lucca. Questo l'obiettivo della mostra, curata da Teresa Sacchi Lodispoto e Sabrina Spinazzè, 'Umberto Prencipe e la Toscana, tra modernità e tradizione', in programma a Lucca, presso Fondazione Ragghianti, dal 28 febbraio al 22 giugno. Pittore e incisore, presente alle principali rassegne nazionali e internazionali, più volte premiato, Umberto Prencipe ha stretto un intenso legame con la Toscana e con Lucca e i suoi dintorni. Un rapporto che si svolge in tre diversi momenti della sua vita. Nel 1899, giovane pittore ancora in formazione presso l'Accademia di belle arti di Roma, l'artista trascorre un breve periodo estivo a Viareggio; tra il 1914 e il 1921 vive tra Lucca, dove insegna per un anno incisione al locale Istituto di belle arti, e la Versilia; tra il 1956 e il 1957, ormai anziano, soggiorna a Barga e a Saltino di Vallombrosa realizzando struggenti vedute. È in particolare la stagione 1914-1921 quella più ricca di opere e di implicazioni. Si tratta di un periodo, segnato dall'incontro con il pittore Alceste Campriani, allora direttore dell'Istituto di belle arti di Lucca, e artisti di cultura postmacchiaiola (Antonio Antony De Witt, Moses Levy e Giuseppe Viner), sensibili in quegli anni agli stimoli della cultura francese. In mostra saranno esposte centonove opere tra dipinti, disegni e incisioni, quarantadue donate alla Fondazione Ragghianti nel 2009 da Giovanna Prencipe, figlia dell'artista, le altre provenienti da collezioni private e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, dall'Archivio Umberto Prencipe, dal Museo nazionale di palazzo Mansi di Lucca, dalla Galleria d'arte moderna di palazzo Pitti di Firenze, dalla Galleria d'arte moderna di Roma Capitale e dalla Galleria d'arte moderna e contemporanea di Viareggio.