Roma, 11 gen. (Adnkronos) - I Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Torino hanno arrestato ieri sera due imprenditori al loro arrivo all'aeroporto Sandro Pertini di Caselle: è l'epilogo di un'operazione condotta dalle Fiamme Gialle del capoluogo piemontese, che hanno atteso il rientro da un viaggio in Argentina e Brasile per eseguire un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari nei confronti di D.A., 45enne di Chieri (To), e F.S., 37enne di Pino Torinese (To), notificando il provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, Alessandra Danieli, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, realizzata mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Sono state così completate, spiegano alla Guardia di Finanza, le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino (pool "penale dell'economia") "che, già alla fine del 2013, avevano disvelato un sistema truffaldino, volto ad ottenere indebiti benefici economici e fiscali, facente capo ad una società consortile ed a sue consorziate, con la complicità di un commercialista. I due arresti di ieri sono, infatti, da correlare -si legge in una nota- a quelli eseguiti il 17 dicembre scorso, sempre dalla Guardia di Finanza di Torino, che aveva condotto in carcere, in concorso e per la medesima fattispecie delittuosa, l'imprenditore G.D.P., di Rivalta (To), amministratore di diritto e di fatto della società consortile (e di alcune consorziate) ed il suo consulente, P.V., di Chieri (To)". Il sistema di frode, incentrato su appalti di servizi nei settori del facchinaggio o della consegna della corrispondenza, è venuto alla luce dopo alcune verifiche eseguite dall'Agenzia delle entrate di Torino "e prevedeva che, dopo l'aggiudicazione delle gare da parte della società consortile, le commesse fossero sub-appaltate, prima ad un consorzio "filtro" creato ad hoc, poi a singole cooperative con sedi a Torino, Milano, Siena, Roma ed in provincia di Caserta, le quali, pur assicurando la regolare esecuzione dei lavori in Piemonte ed in Toscana, non versavano l'IVA e le ritenute all'Erario, con illeciti guadagni poi utilizzati, sia per battere la concorrenza sia per arricchimenti personali". (segue)