(Adnkronos) - "E' così accaduto che un "rio terà", ovvero una calle realizzata su un rio interrato, sia diventata "rio terrà", laddove il veneziano usa le doppie con grande parsimonia e per precisi motivi; raddoppio che ha colpito anche altri nomi - ricorda Zaia - Ad esempio "parucheta" è diventato "parrucchetta" e così via, cosa che pochi auspicano per un S. Crose che diventi "Santa Croce" e San Zan Degolà "San Giovanni Battista Decollato", e via dicendo. Fatto sta che mani ignote hanno spesso corretti queste novità, che non sono errori di stampa, riportandole alla modalità originaria". "E' una vicenda solo apparentemente "piccola", perché ha il sapore di un autentico esproprio culturale - afferma Zaia - operato in nome di non si sa bene quale dotto principio più o meno linguistico, che avvilisce l'identità di una città che non ha solo secoli di storia ma è stata fulcro di civiltà nel mondo, governata dalla Repubblica più longeva dell'umanità. E' una vicenda che sembra riproporre l'imposizione dell'uso dell'italiano a quei cittadini della nostra repubblica che hanno una cultura tedesca, slovena, ladina o di altro retaggio storico. Ben venga dunque questo referendum, e speriamo che abbia anche un seguito".