Milano, 25 mar. - (Adnkronos) - "Ho impostato l'azione della mia Giunta sui principi della trasparenza e della legalità e ribadisco che la Regione Lombardia non ha nulla da nascondere e che è nostro interesse che su questa vicenda si faccia al più presto chiarezza". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo questo pomeriggio nell'aula del consiglio regionale per le sue comunicazione su Infrastrutture Lombarde. "La Regione è parte lesa in questa inchiesta. I reati dell'ipotizzata associazione per delinquere - ha rimarcato il presidente - sono truffa aggravata ai danni della Regione Lombardia, abuso di ufficio, falso ideologico in atto pubblico e la turbata libertà degli incanti. Le condotte dei destinatari delle misure cautelari avrebbero inquinato, nella maggioranza dei casi, la scelta dei consulenti esterni per servizi legali, ingegneristici e geoambientali. Non sono state messe in discussione, nell'ordinanza di custodia cautelare, le commesse pubbliche assegnate a Infrastrutture Lombarde. Solo marginalmente, in 2 capi in contestazione su 70, la Procura ipotizza turbativa di due distinte procedure di gara aventi per oggetto l'assegnazione dei lavori di demolizione degli edifici di edilizia residenziale pubblica (ERP) di Pieve Emanuele, i lavori dell'ampliamento dell'Ospedale San Gerardo di Monza e la realizzazione di una nuova unità di anatomia patologica". "Allo stato attuale, non risulta che siano state formulate contestazioni - ha puntualizzato Maroni - per turbative d'asta che riguardino direttamente l'aggiudicazione dei lavori nell'area di Expo 2015. Non risultano altresì addebiti per condotte commesse dagli indagati in danno della società Infrastrutture Lombarde né per corruzione nell'affidamento ed esecuzione delle commesse pubbliche gestite da Infrastrutture Lombarde".