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Intesa Sp: fondi esteri maggioritari in assemblea, superano Fondazioni/Adnkronos (3)

domenica 11 maggio 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - Attualmente la banca ha una governance dualistica, con 19 consiglieri di sorveglianza e 10 di gestione. Bazoli ha comunque sottolineato che il duale "finora ha funzionato molto bene. Constato che ha dato molti vantaggi alla banca, ma vogliamo verificare se possa essere migliorato", magari introducendo "dei correttivi". Il ritorno dell'attenzione all'Italia dall'estero si avverte anche su altri piani: il Ceo Carlo Messina, per esempio, ha lanciato una stoccata ai concorrenti stranieri. "Quando le banche internazionali scappavano, noi eravamo lì" a sottoscrivere titoli di Stato italiani, ha rivendicato. Questo "significa essere sempre stati vicini all'economia reale di questo Paese, significa essere vicini all'Italia". Perché "la nostra volontà di continuare a sottoscrivere titoli di Stato italiani ha consentito di superare momenti difficili nel finanziamento del debito pubblico". Di questo, sottolinea il Ceo, bisogna tenere conto "quando si parla dell'operatività di Intesa SanPaolo, specie in confronto a banche internazionali che si riaffacciano ora nel nostro Paese e si propongono come salvatori di situazioni o addirittura per ottenere mandati con clienti privati e clienti pubblici. Noi c'eravamo quando il Paese aveva bisogno ed era in difficoltà". E chi ha orecchie per intendere intenda. Per il resto, l'assemblea è filata abbastanza liscia, al netto delle intemperanze di qualche azionista (uno, nel fuoco della polemica, ha lanciato un bilancio), comunque contenute dalla regola dei cinque minuti ad intervento, puntualmente applicata (scaduto il tempo, il microfono diventava muto). Sulla Carlo Tassara, al centro delle domande di molti soci, Gros-Pietro ha spiegato che se non si fossero modificati gli accordi, facendo fallire la società, la banca avrebbe perso molti più soldi. E la ripresa di valore dei titoli in portafoglio, ha aggiunto Messina, conferma "la bontà delle decisioni" prese. Quanto alla buonuscita accordata all'ex Ceo Enrico Cucchiani, Bazoli ha spiegato che i 3,6 mln di euro dovuti al manager non sono stati ancora corrisposti e che lo saranno "nel rispetto delle disposizioni della Banca d'Italia". Tutti i punti all'ordine del giorno, dalla copertura delle perdite con distribuzione di dividendo attingendo alla riserva straordinaria fino alle delibere connesse al piano di assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti, sono stati approvati a maggioranza.

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