(Adnkronos) - Sembra che Riccardo Viti, durante l'interrogatorio di ieri, durato quasi nove ore abbia raccontato di andare a prostitute "di solito una o due volte alla settimana" e le sue uscite serali iniziavano in genere dopo le 22-22;30 quando la moglie, una ucraina con un figlio di 19 anni avuto da un precedente matrimonio, andava a dormire. Viti saliva sul suo furgone Fiat Doblò di colore grigio, che utilizzava per il suo lavoro di idraulico e si dirigeva da Careggi al parco delle Cascine, zona nota per la prostituzione. Il copione era sempre lo stesso: Viti si accordava con la sua vittima per un prezzo che ultimamente si aggirava tra i 30-40 euro, poi la faceva salire a bordo del suo furgone e mentre lui guidava le chiedeva si spogliarsi. Arrivato in zone di campagna, portava la prostituta in genere luoghi in cui c'erano delle sbarre e qui le legava le mani con il nastro adesivo quasi in modo da ricordare una 'crocifissione'. A quel punto iniziava il gioco erotico "particolare" sempre secondo la definizione di Viti, che si trasformava in uno stupro quasi sempre con un manico di legno preso da una scopa. "Se tutto andava bene poi le slegavo e le riportavo indietro, dove le avevo prese, se cominciavano invece ad urlare o rifiutavano quello che gli dicevo di fare io scappavo via portando con me i vestiti e le borse che poi buttavo per la strada", avrebbe confessato Riccardo Viti. (segue)