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'Gli Indesiderabili', a Roma una mostra dedicata agli animali selvatici

domenica 26 aprile 2015

2' di lettura

Roma, 20 apr. - (AdnKronos) - Non esistono animali dannosi, gli animali fanno gli animali e basta. Con questo obiettivo la Lav lancia la mostra 'Gli Indesiderabili' dedicata agli animali selvatici con i quali è possibile convivere, che si inaugura venerdì 24 aprile a Roma presso il Museo dell'Arte Classica dell’Università la Sapienza. La mostra, curata da Matteo De Mayda, Fabrizio Urettini e da Elisa Fabris e organizzata dalla sede locale Lav di Roma in collaborazione con l'Associazione Amigi (Amici degli Incontri del giovedì) e il Dipartimento di Storia Culture Religioni della Facoltà di Lettere e Filosofia, è gratuita e sarà visitabile fino a venerdì 8 maggio. In Italia circa 4 persone su 10 vivono con uno o più animali: si tratta per la maggior parte di cani e gatti (Fonte Eurispes) che sono parte integrante di milioni di famiglie, ospitati e accuditi con affetto e con responsabilità. Ma non è così per tutti gli animali: altri infatti, sono maltrattati, allontanati, osteggiati perché considerati invasivi, pericolosi, perfino nocivi. La contraddizione è che spesso questi animali mal tollerati, sono stati introdotti nell’ambiente proprio da mani umana spesso con superficialità o per “moda”, trascurando del tutto le conseguenze per gli animali stessi o per l’ambiente. La mostra 'Gli Indesiderabili' vuole proporre un nuovo punto di vista nei confronti delle centinaia di migliaia di animali uccisi ogni anno nel nostro Paese, senza alcuna reale necessità, spesso per una malsana intolleranza. Se la nutria avesse il musetto di un cucciolo di cane, se il colombo avesse l'eleganza di un Pavone, forse il nostro approccio con questi animali sarebbe diverso e molto probabilmente oggi non sarebbero dipinti come 'flagelli'. Siamo noi umani che utilizzandoli a nostro esclusivo beneficio, sradicandoli dai loro luoghi di origine e traslocandoli in aree sconosciute, assumiamo comportamenti dannosi. La grande sfida per il futuro del nostro Pianeta e quindi di noi esseri umani, consiste nello sviluppare la capacità di vedere nell’altro, sia esso umano o animale, un compagno con il quale disegnare nuove prospettive di civile convivenza.

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