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Anche i Raee all'Expo, ecco le regole per un corretto riciclo

domenica 26 aprile 2015

2' di lettura

Roma, 24 apr. - (AdnKronos) - Da quelli più piccoli che finiscono nella raccolta indifferenziata a quelli più ingombranti che spesso vengono abbandonati in strada accanto ai cassonetti, oppure in campi, boschi o in 'improvvisate' discariche a cielo aperto. Sono ancora tanti gli errori, e i problemi per la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici. Per questo, in occasione di Expo, Ecodom, ilSistema Collettivo Italiano nella gestione dei Raee ricorda le 5 regole d’oro da tenere bene a mente prima di disfarsi del proprio vecchio elettrodomestico. 1. Non buttare mai i Raee nella spazzatura indifferenziata, non abbandonarli nell’ambiente o per strada. 2. Portarli alle isole ecologiche più vicine. I centri di raccolta (o isole ecologiche) sono strutture allestite dagli Enti Locali per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti (tra cui i Raee). Dai centri di raccolta i rifiuti vengono inviati a impianti di trattamento che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente (evitando la dispersione di sostanze inquinanti) e il riciclo delle materie prime. 3. In caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, consegnare il vecchio al negoziante che è tenuto a ritirarlo gratuitamente (dal giugno 2010, grazie all’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, i rivenditori sono obbligati al ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica/elettronica a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente). Inoltre, dal mese di aprile 2014, con il nuovo decreto Legislativo 49/2014 è stato introdotto, per i negozi con superficie di vendita superiore a 400 mq, l’obbligo di ritiro gratuito “uno contro zero” dei Raee di piccolissime dimensioni (aventi cioè dimensione massima inferiore a 25 cm). 4. Richiedere il ritiro a domicilio per i Raee ingombranti: si tratta di un servizio presente in molti Comuni. 5. Ricordare che i Raee possono diventare preziose risorse se correttamente riciclati, mentre, se trattati in modo non corretto, possono essere dannosi per l’ambiente. Da un frigorifero, ad esempio, si ottengono fino a 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio, ma lo stesso frigorifero contiene anche sostanze altamente inquinanti, come i Cfc e gli Hcfc, gas ozono-lesivi. Se abbandonato, quel frigorifero finirà probabilmente nelle mani di soggetti interessati soltanto a ricavarne le materie prime aventi valore economico, senza la minima preoccupazione di recuperare in modo corretto le sostanze inquinanti.

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