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Oscar: Eurispes, Sorrentino trionfa ma l'industria e' ancora in affanno (3)

domenica 9 marzo 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - Si dovrebbe parlare di rinascita dopo un anno, il 2012, di vero e proprio tracollo, se non fosse per il fatto che molto spesso l'andamento dell'intera stagione cinematografica nazionale è determinato o fortemente influenzato dal risultato di una o due pellicole di particolare richiamo. Il 2010 ed il 2011 sono state "buone annate" non solo per una maggiore propensione degli italiani ad andare al cinema, non solo per maggiori disponibilità a spendere in questo tipo di svago, ma soprattutto per il clamoroso successo di singoli film: 'Che bella giornata' di Zalone, 'Benvenuti al Sud', ma anche 'Qualunquemente' di Albanese e 'Immaturi'. Nel 2012 non ci sono stati exploit paragonabili a quelli dei due anni precedenti, mentre nel 2013 sono tornati in sala Zalone e Siani. Le difficoltà incontrate in numerose stagioni dal cinema nazionale sono anche effetto della sempre maggiore marginalità delle monosale cittadine rispetto alle multisale. È infatti soprattutto nelle sale tradizionali, frequentate da un pubblico più maturo rispetto a quello dei multiplex, che trovano spazio le pellicole italiane. Le monosale continuano però a perdere pubblico e a chiudere, con un ulteriore indebolimento del mercato italiano e una progressiva omologazione dell'offerta. La serie storica relativa all'andamento del mercato nazionale nell'ultimo decennio mostra l'alternanza tra annate relativamente positive ed annate fallimentari, specchio di un'industria mai realmente solida e strutturata, in balìa dei successi o degli insuccessi di singole pellicole, che non costituiscono mai vera garanzia della buona salute dell'intero comparto cinematografico. La quota di mercato nazionale ha subìto negli anni importanti oscillazioni, passando da un quarto (quando non addirittura un quinto) dell'intero mercato a circa un terzo. Gli ultimi 10 anni vedono lo stabile primato del cinema Usa negli incassi, con quote sempre superiori al 50% (unica eccezione il 2011), e non di rado al 60%, grazie a megaproduzioni spettacolari ad alto budget, kolossal superoistici, fantasy e d'animazione in grado di attirare il grande pubblico dei giovani e delle famiglie con bambini. (segue)

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