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Intesa Sp: Resti, con bad bank interna tiene benefici crediti recuperati

domenica 9 febbraio 2014

2' di lettura

Milano, 3 feb. - (Adnkronos) - La creazione di una 'bad bank' interna al gruppo Intesa SanPaolo comporterebbe per la Ca' de' Sass il vantaggio di conservare "una parte dei benefici legati al recupero" dei crediti deteriorati. E le prospettive di recupero "sono secondo me buone". Parola di Andrea Resti, docente di Economia degli Intermediari Finanziari all'Università Bocconi di Milano e vicepresidente del Banking Stakeholder Group della European Banking Authority, che commenta le indiscrezioni pubblicate oggi dal Financial Times, secondo le quali la Ca' de' Sass starebbe studiando, in vista degli stress test, la creazione di una bad bank interna al gruppo per gestire una parte dei circa 55 mld di euro deteriorati lordi in portafoglio. Nel gruppo Intesa Sp, ricorda l'economista, esisteva una società dedicata all'ottimizzazione dei processi di recupero o di workout, come si dice in gergo, Intesa Gestione Crediti, che venne poi fusa in Banca Intesa nel 2006. Creare un'altra società, spiega Resti all'Adnkronos, potrebbe servire "a far entrare investitori terzi". Intesa SanPaolo in questo modo potrebbe mantenere il controllo della società, "magari con un sistema di preferred shares, ma troverebbe così capitali freschi, che una vendita secca non avrebbe portato". La creazione di una bad bank interna, continua l'economista, consentirebbe dunque l'ingresso di investitori con quote di minoranza. Intesa SanPaolo conserverebbe così "quella che in gergo viene definita 'skin in the game' (cioè correre un rischio monetario mantenendo un investimento, ndr)". Certo, conclude, "bisogna vedere come viene strutturata l'operazione. Potrebbe essere un modo per reperire capitali freschi conservando anche una parte dei benefici legati al recupero dei crediti, cosa che la cessione a un fondo (la soluzione perseguita da Unicredit che ha già effettuato diverse cessioni di portafogli di crediti deteriorati o del relativo rischio a operatori specializzati, ndr) non consente".

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