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Camorra: con Riccio 8 i latitanti di spicco catturati dalla Polizia da inizio 2013

domenica 9 febbraio 2014

2' di lettura

Roma, 4 feb. (Adnkronos) - Estate 2012, a Scampia si torna a sparare. Numerosi omicidi scuotono la periferia nord di Napoli: e' la seconda guerra di camorra. Protagoniste le famiglie malavitose Amato, Pagano, Riccio e Di Lauro. Gli equilibri si spezzano, sul piatto del business criminale c'e' il controllo della droga, un fiume di soldi. Le alleanze non contano piu', i cartelli si dividono. E' l'inizio di una vera e propria guerra di camorra che lascerà sul terreno oltre dieci vittime. Il ministero dell'Interno costituisce un pool di investigatori per mettere fine alla mattanza, e stila uno speciale elenco dei piu' pericolosi latitanti napoletani. Il lavoro del Servizo Centrale Operativo della Polizia, della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di Scampia, porta i suoi frutti: vengono assicurati alla giustizia molti dei protagonisti della faida di Scampia. Con l'arresto di Mariano Riccio considerato il capo del clan Amato-Pagano e catturato questa mattina in una villetta di Qualiano, alla periferia nord di Napoli, sale infatti a 8 il numero dei latitanti di camorra ritenuti di massima pericolosità e operanti nell'entroterra campano arrestati dagli uomini della Squadra Mobile di Napoli coordinati dallo Sco. Prima di Riccio, il 30 dicembre scorso, a finire in manette era stato Angelo Marino, detto 'Demòn', ritenuto reggente del clan Marino, sorpreso in una villa a Castel Volturno (Caserta) dove avrebbe trascorso il Capodanno con la moglie e i figli. Ma il primo arresto eccellente si registra a inizio 2013. Il 4 gennaio finisce in manette Antonio Mennetta, 28 anni, elemento di vertice del clan Vanella-Grassi, coinvolto nella seconda faida di Scampia. Poi tocca a Carmine Cerrato, 42 anni, arrestato il 25 marzo. Elemento di vertice del gruppo Amato-Pagano, detto 'Tekendò', è cognato del boss Cesare Pagano, dell'omonimo cartello camorristico, anch'egli coinvolto nella seconda faida di Scampia e ora in carcere. Come anche Giuseppe Montanera, arrestato il 27 marzo 2013 a Napoli. (segue)

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