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Alimenti: l'Ue dice no allo spreco, dal food sharing di quartiere alla Gdo

Obiettivo, ridurre gli scarti del 50% entro il 2025
domenica 9 febbraio 2014

2' di lettura

Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - Mettere in pratica la Risoluzione dell'Unione Europea contro lo spreco di cibo con l'obiettivo di ridurlo del 50% entro il 2025. Per raggiungere la meta, in tutta l'Ue si sono attivate iniziative di amministrazioni, associazioni, strutture caritatevoli ed esercizi commerciali - dalla Gdo al singolo ristorante - che vanno dal 'food sharing' al recupero degli alimenti non venduti o non consumati ma ancora edibili. Ecco alcuni esempi di ciò che viene già messo in campo. In Belgio, il Comune di Herstal ha introdotto una nuova norma che impone ai 12 supermercati della città di donare i prodotti invenduti ancora edibili alle associazioni di volontario che assistono le persone indigenti. La nuova norma vincola il rilascio o rinnovo del permesso ambientale alla donazione degli invenduti. La buona pratica è contagiosa, visto che altri comuni, come Namur, hanno deciso di seguire l'esempio. Lisbona si distingue per il progetto Re-Food per il quale centinaia di volontari girano in bici per ristoranti, negozi di alimentari, panetterie, salumerie, drogherie, supermercati ma anche case dei privati cittadini per recuperare il cibo in eccesso e distribuirlo poi alle associazioni che si occupano di assistenza ai poveri sul territorio. Nel quartiere di Nossa Senhora de Fàtima sono oltre 100 i locali che aderiscono e più di 300 i volontari; a Telheiras, 200 volontari e 150 negozi iscritti. Helsinky ha puntato invece sul food sharing di quartiere. Il quartiere è Roihuvuori, e qui gli abitanti della zona possono portare il cibo in eccesso o usufruire di quello a disposizione. Il progetto, unico al mondo, si chiama 'Saa syödä!' (letteralmente 'Licenza di mangiare') ed è stato messo a punto da alcune società private con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente. "Stop Wasting Food" è il principale movimento danese di consumatori impegnato contro lo spreco alimentare. A fronte di 2,15 miliardi di euro di cibo sprecato all'anno, questa organizzazione cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della riduzione dello spreco, realizzando campagne nelle scuole, conferenze pubbliche e seminari e, in collaborazione con noti chef danesi, ha realizzato una serie di ricettari (i Leftovers Cookbook) che spiegano come riutilizzare gli avanzi dei pasti per cucinare nuove pietanze.

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