Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - Nel 2014 si riduce di circa il 10% lo spreco alimentare tra le mura domestiche e gli italiani hanno smesso di irrigidirsi troppo davanti alla data di scadenza dei prodotti: il 63% degli intervistati dichiara che, quando il cibo è scaduto, controlla se effettivamente è andato a male oppure è ancora buono, e cerca comunque di riutilizzarlo. Sono questi i dati del primo sondaggio 2014 di Waste Watcher (l'Osservatorio di Last Minute Market con Swg e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell'Università di Bologna). Seconodo quanto riferisce all'Adnkronos il presidente di Swg, Maurizio Pessato, "gli ultimi dati indicano un miglioramento della situazione da un anno all'altro. Si può calcolare intorno al 10% la riduzione del fenomeno dello spreco alimentare domestico". (VIDEO) "Certamente la crisi ha contributo a questo calo ma bisogna sottolineare che dal 2013 al 2014 non ci sono grandi cambiamenti economici quindi questo elemento di miglioramento è legato ad una maturazione culturale" sottolinea Pessato. In particolare, dal rapporto emerge che il 78% è 'molto/abbastanza' preoccupato del problema dello spreco alimentare. Dato che rimane invariato rispetto al 2013. Si registra però un calo della percezione dello spreco. Nel 2013 l'86% riteneva 'molto/abbastanza' il cibo gettato via giornalmente, mentre nel 2014 la percentuale è del 76% (-10%). Quando un alimento è scaduto: il 63% degli intervistati controlla che non sia andato a male e lo riutilizza (nel 2013 la percentuale era del 55%); il 26% lo getta nella spazzatura (contro il 34% del 2013); l'8% lo usa per nutrire gli animali (7% nel 2013) e il 2% lo regala a qualcuno. Inoltre, rispetto a due anni fa, il 52% degli intervistati dichiara che è diminuita la quantità di cibo che acquista (45% nel 2013). Inoltre, emerge che mai o raramente gli italiani acquistano prodotti che non piacciono e sono quindi a rischio spreco (70%), comperano confezioni troppo grandi (64%), comprano cibo che va a male (63%) o fa la muffa (62%), esagerano nel fare la spesa (59%) o cucinano troppo cibo (58%).