CATEGORIE

Carceri: dati e soluzioni per tossicodipendenti, workshop a Roma

domenica 9 febbraio 2014

2' di lettura

Roma, 7 feb. (Adnkronos) - Definire meglio le tecniche di rilevamento ed elaborazione dati per programmare le soluzioni alternative al carcere destinate alle persone tossicodipendenti. E' l'obiettivo al centro del workshop tecnico scientifico "Carcere e tossicodipendenza", coordinato dal dipartimento Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, che si svolgerà mercoledì 12 febbraio. L'incontro si pone come momento di confronto tecnico-scientifico tra i ministeri, le amministrazioni locali, gli enti di ricerca e le organizzazioni coinvolte nello studio del fenomeno, per discutere la chiarezza, validità e rappresentatività dei dati informativi da inserire nella Relazione annuale al Parlamento. All'esame, tra gli altri, i dati relativi alla popolazione detenuta per violazione del D.p.r. 309/90 artt. 73 e 74, ai detenuti con 'diagnosi' di tossicodipendenza, alla differenziazione delle tipologie di reato nei soggetti tossicodipendenti detenuti, ai trattamenti per la tossicodipendenza in carcere, agli esiti dell'alternativa alla pena, e alle modalità di rappresentazione dell'andamento temporale. "Siamo fermamente convinti che il carcere non è e non deve essere un luogo di cura delle tossicodipendenze, così come esplicitamente previsto dagli attuali atti normativi" dichiara Giovanni Serpelloni, capo del Dpa, che sottolinea: "non vi è dubbio che chi è affetto da tale condizione patologica debba e possa trovare opportune cure al di fuori del carcere. Esistono da tempo dispositivi di legge che permettono di realizzare tale intervento, ma purtroppo sono ancora molto poco sfruttati". "Le persone tossicodipendenti devono e possono essere inserite in programmi di cura e riabilitazione, sia territoriali che residenziali, al fine di restituirle ad una vita sana e ben integrata sia socialmente che lavorativamente" precisa il capo del Dpa, che conclude: "auspichiamo che questo workshop possa contribuire a rafforzare le basi di conoscenza per comprendere quali siano le cause di un così ridotto ricorso alle misure alternative, per poter incrementare il flusso di tossicodipendenti e alcoldipendenti dal carcere verso percorsi di cura e riabilitazione. Vale la pena di ricordare un dato molto positivo, purtroppo poco conosciuto: il 75 % dei tossicodipendenti provenienti dal carcere ed inseriti nei programmi alternativi sulla base dell'art. 94 del DPR 309/90, conclude con successo il percorso riabilitativo, con cessazione dei comportamenti criminali e dell'uso di droghe".

tag

Ti potrebbero interessare

Enel, nuovo vestiario tecnico innovativo per migliaia di dipendenti. È pensato appositamente per migliorare il benessere in sicurezza del personale operativo 

Divise più leggere del 30%, tessuti ad alta traspirazione e una nuova ergonomia studiata direttamente sulle esige...

"La memoria fragile": al San Raffaele la presentazione del libro di Paolo M. Rossini sull’Alzheimer e la sfida delle demenze

Un viaggio umano e scientifico nel cuore di una delle grandi emergenze sanitarie del nostro tempo. Il volume, pubblicato...

Poste italiane: il tribunale Roma respinge il ricorso di Cgil e Uil su riorganizzazione

Il tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso presentato dai sindacati Slc Cgil e Uilpost per condotta antisin...

MiC, la Tomba François entra nel patrimonio dello Stato italiano

Con la firma dell’atto di compravendita, avvenuta oggi al Ministero della Cultura alla presenza del Ministro Aless...