(Adnkronos) - È questa la logica che ha spinto il Parlamento europeo ad adottare la risoluzione del 27 settembre 2011 con la quale "raccomanda fortemente alle autorità responsabili di introdurre limiti di velocità di 30 km/h in tutte le aree residenziali e sulle strade a corsia unica in aree urbane che non hanno corsie ciclabili". Ed ecco che differenza c'è, in termini di sicurezza tra il limite di 30 Km/h e il limite di 50 km/h. Se un'automobile investe un pedone alla velocità di 50 km/h, l'impatto generato con il veicolo sarà equivalente a una caduta dal terzo piano di un palazzo con una probabilità di morte pari al 70%; uno scontro tra un'auto e un pedone alla velocità di 30 km/h è l'equivalente di una caduta dal primo piano di un palazzo con una probabilità di esito mortale pari al 10%. E per chi è preoccupato del tempo che si impiega per spostarsi in città, basta pensare che, secondo gli ultimi dati di Confcommercio, la velocità media nelle nostre città è tornata ai "picchi" di fine '700: 15 km/h che diventano anche 7 o 8 km/h nelle ore di punta. E secondo gi organizzatori di VeloLove, che di tragitti in bici se ne intendono, per percorrere 500 metri all'interno di una zona 30 si impiegano solo 5,1 secondi in più rispetto allo stesso percorso con il limite di 50 km/h.(segue)