Dove c'è Matteo Salvini, ci sono le Sardine. Ormai non è più un segreto l'operazione di disturbo costante alla campagna elettorale della Lega: il movimento ittico è a Bibbiano a suonare e ballare ancora una volta, tra un Bella ciao e un Fischia il vento. Mentre dall'altro lato della piazza Salvini e Lucia Borgonzoni danno spazio alle strazianti storie dei genitori, che hanno avuto l'opportunità di sfogarsi in pubblico dopo il caso giudiziario. Per approfondire leggi anche: "Giù le mani dai bambini" "Sono passato di là - dichiara Mattia Santori - ma mi sembra che siano un migliaio. Qui saremo 4 o 5 mila. Il senso di questa manifestazione è rendersi conto di quanta discrepanza c'è tra il reale e la mediaticità di un fenomeno". Il dettaglio che sfugge al capo Sardina è che questi numeri contano relativamente: lui le piazze le continua a riempire per motivi frivoli (a proposito, può avere un grande futuro da organizzatore di eventi, ndr) e, come al solito, senza alcuna reale proposta politica se non quella di dare contro a Salvini e di fare un favore a "papà" Pd in vista delle elezioni in Emilia Romagna. Non a caso venerdì 24 gennaio le Sardine saranno anche a Ravenna, pronte a disturbare l'ultimo appuntamento del centrodestra, che per l'occasione schiererà anche Salvini, Berlusconi e la Meloni al fianco della Borgonzoni.