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Mostre: i cortili di Milano in ottanta scatti fotografici

domenica 12 ottobre 2014

2' di lettura

Milano 6 ott. (Adnkronos) - Una mostra di ottanta fotografie per raccontare i cortili di Milano. L'esposizione, da oggi alla Rotonda della Besana del capoluogo lombardo, prende il nome di 'Diritti al gioco. I cortili sono nostri' e raccoglie gli scatti realizzati dagli studenti dell'Istituto Italiano di Fotografia. Gli autori delle foto hanno seguito centinaia di bambini dei centri estivi che, tra giugno e luglio, sono usciti dalle scuole con l'obiettivo di individuare quelli che, secondo loro, sono i giardini condominiali più belli. Non quelli più eleganti o preziosi, ma quelli con alberi, spazi per correre, poche barriere architettoniche e senza auto parcheggiate. "Questa mostra - dice Francesco Cappelli, assessore all'Educazione e istruzione del Comune di Milano - è una dimostrazione ulteriore di come i progetti sviluppati nei consigli di zona dei ragazzi sono una risposta concreta alle istanze che arrivano dalla città". Con i ragazzi e le scuole, aggiunge l'assessore all'Educazione, "abbiamo dato il via a un percorso partecipato per progettare una Milano che sia davvero a dimensione di bambino". Secondo Chiara Bisconti, assessore comunale al Benessere, tempo libero e quotidiano della vita, questo è "un lavoro splendido che, prima di tutto, descrive la gioia del giocare". Proprio il gioco, per l'assessore al Benessere, è "un diritto che abbiamo fortemente voluto difendere, abbattendo divieti vecchi di decenni, modificando il codice di polizia municipale prima e il regolamento edilizio poi. Oggi qualsiasi nuovo condominio di Milano deve prevedere la possibilità di giocare. Soprattutto, non potrà contenere 'divieti'". I bambini, secondo Bisconti, "sono portatori di diritti e grazie a loro la città è più viva, più accogliente. Più felice". Il parere dell'assessore è che ci siano "ancora resistenze, soprattutto culturali, da parte degli amministratori condominiali, con i quali siamo però in costante contatto. Ciascuno deve fare la propria parte e trovare insieme agli altri la giusta mediazione, rispettando le fasce di 'silenzio', così come previsto, garantendo però ai più piccoli la possibilità di poter giocare nel proprio cortile".

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