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La persecuzione dei Boscimani, sfrattati in nome della conservazione

domenica 12 ottobre 2014

2' di lettura

Roma, 10 ott. - (AdnKronos) - Più di 200 casi di abusi violenti registrati tra il 1992 e il 2014, pestaggi, arresti e abusi, subiti dai Boscimani del Kalahari, in Botswana, raccolti in un rapporto di denuncia pubblicato da Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni ("They have killed me: the persecution of Botswana’s Bushmen 1992- 2014’"). I Boscimani - denuncia Survival - sono stati illegalmente sfrattati dalla loro terra ancestrale nella Central Kalahari Game Reserve nel nome della “conservazione”. Vengono accusati di bracconaggio perché cacciano per nutrirsi, e rischiano di essere arrestati, picchiati, torturati e uccisi dalle guardie forestali e dalla polizia paramilitare. Il Dipartimento di Stato americano ha definito la discriminazione dei Boscimani da parte del Botswana "una fondamentale questione di diritti umani". Inoltre, il governo è stato condannato a livello nazionale e internazionale dalla Corte Suprema del Botswana, dalle Nazioni Unite, dalla Commissione Africana per i Diritti Umani e dei Popoli, dall’attivista politico botswano ed ex detenuto di Robben Island Michael Dingake, dal giornalista della Bbc John Simpson e da molti altri. La Central Kalahari Game Reserve fu creata nel 1961 come “santuario” per permettere ai Boscimani di mantenere il loro stile di vita di cacciatori-raccoglitori. Ma quando negli anni ‘80 furono scoperti giacimenti di diamanti all’interno della riserva, il governo cominciò a cacciare i Boscimani dalla terra ancestrale. I popoli indigeni, come i Boscimani, sanno prendersi cura del loro ambiente meglio di chiunque altro. "Il Presidente del Botswana Ian Khama ha giustificato la loro persecuzione nel nome della conservazione, ma allo stesso tempo permette l’estrazione di diamanti e il fracking all’interno della riserva", denuncia Survival.

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