Firenze, 17 mar. - (Adnkronos) - "La bocciatura, se confermata, del Collegio dei garanti regionali (che noi consideriamo una sorta di nostra 'corte costituzionale') dell'iter con cui è stata approvata dalla Giunta la nuova versione del piano socio-sanitario rappresenta la seconda volta in cui viene bocciato un atto della Giunta stessa da parte di tale organo. Viene da chiedersi di fronte ad un eccesso di 'autoritarismo' della Giunta chi siano i 'consiglieri' delle sue scelte, visito che poi vengono regolarmente - a quanto è dato sapere ad oggi - impallinate per illegittimità". Lo afferma, in una nota, Monica Sgherri, capogruppo di FdS-Verdi in Regione Toscana. "Prima la bocciatura, come si apprese, delle modalità di sostituzione della vice presidente della Giunta e di un rimpasto di Giunta così ampio da richiedere un voto di fiducia e non una semplice comunicazione al Consiglio. Oggi materia diversa ma stesso risultato: le modifiche alla proposta di piano socio-sanitario a suo tempo presentato dall'assessore Scaramuccia - osserva Sgherri - sono tali e tante da identificare un vero e proprio nuovo piano e non una integrazione come è il 'maxiemendamento'. E' quindi, se tutto ciò verrà confermato, necessario, in maniera formale, avviare da capo l'iter di un nuovo piano vero e proprio, non ci sono scorciatoie". "E' legittimo però porsi il dubbio che un nuovo piano così ampio (circa 600 pagine) possa effettivamente essere approvato entro i termini della legislatura. Ma siamo per altro convinti che la legislatura non possa concludersi senza un atto fondamentale di programmazione come il piano socio sanitario, dopo che la Giunta per di più ha compiuto scelte fondamentali in totale autonomia a colpi di delibere, bypassando completamente il ruolo del Consiglio. Come uscirne ? Chiederemo la predisposizione di un piano snello - sostiene Sgherri - che recuperi le scelte adottate e le scelte principali non ancora compiute. Fra cui la questione della privatizzazione della diagnostica, sulla quale esprimiamo ed esprimeremo nelle sedi consiliari tutta la nostra contrarietà. Sarebbe inaccettabile che la fine legislatura, prematura o no, scippasse definitivamente il ruolo del Consiglio su scelte fondamentali come queste!"