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Toscana: Venturi, recuperare intelligente presenza umana sul territorio (2)

domenica 23 marzo 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - Nel corso della seduta di oggi, particolare attenzione è stata riservata agli ambiti della Lunigiana, Firenze-Prato-Pistoia e Maremma Grossetana. Per ogni ambito sono state discusse e approfondite criticità e obiettivi di qualità attraverso l'analisi descrittiva dei cinque capitoli che compongono ciascun ambito: il profilo, la descrizione interpretativa, le invarianti strutturali, l'interpretazione di sintesi e la disciplina d'uso. Dal presidente Venturi, in linea con la visione di Piano che punta al "recupero intelligente della presenza dell'uomo nel territorio", è arrivata la raccomandazione a "favorire le attività economiche sostenibili di filiera corta" anche attraverso un "accesso al territorio che sia realmente tale". Sollevata anche la questione della riduzione delle captazioni idriche. Secondo Venturi, infatti, occorre "conciliare l'esigenza degli operatori di cerare accumuli idrici anche piccoli". In tema di attività vivaistiche e all'idea di riconversione contenuta nel Piano, la legge regionale 41, ha osservato Venturi, ha individuato aree vocate. Da qui l'esigenza per "distinguere e precisare, in maniera chiara, fra aree che hanno una vocazione e aree non vocate". Tra gli altri temi toccati, anche la "difficoltà a conciliare gli obiettivi di tutela del territorio" individuati nel Piano con "decisioni prese in altri atti" sollevata dal consigliere Paolo Marcheschi (FdI). Il riferimento era al nodo aeroporto di Peretola ma anche al raddoppio dell'asse autostradale o alla bretella Prato-Signa. Dall'assessore all'urbanistica Anna Marson, presente ai lavori di commissione, l'osservazione che l'orientamento del Piano è quello di "definire direttive rivolte ai soggetti chiamati ad intervenire sul territorio. Dove e come possono essere realizzate determinate opere o quali trasformazioni inducono, sono considerazioni che il Piano invita a compiere", ha chiarito Marson. Dal vicepresidente della commissione Andrea Agresti (Ncd), la raccomandazione a "distinguere tra norme generali e norme contestualizzate". "Grosseto non è Firenze e la Maremma non è la Piana fiorentina", ha detto il consigliere riferendosi all'idea di fondo che accompagna tutto il Piano ossia il contrasto al consumo di suolo. "Il concetto - ha detto Agresti - è condivisibile e giusto. Tuttavia occorre calarlo nelle singole realtà. La sfida è coniugare l'attività umana, compresa l'edilizia, con la tutela ambientale".

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