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Caso Alpi: Ilaria oltre la cronaca, al Maxxi gli scatti di Paola Gennari Santori (3)

domenica 23 marzo 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - "Gli oggetti rimangono come smarriti, eppure grimaldelli di una vita, di una memoria pulsante che deve e vuole resistere. Una medaglia, un sorriso dall'infanzia, un paio di sandali dove hanno sudato i piedi. Certo Ilaria - scrive Margaret Mazzantini - era un eroe, dei migliori, i più inadatti. Quelli che non credono affatto di esserlo, credono in quel languore che si chiama dovere, onestà, passione. Una corona che ti metti sul capo da sola, questione di carattere, di cipiglio interiore. Doti che dovrebbero condurti in salvo, a scartare, a scegliere. Non se la tua passione è il mondo, il suo fronte più povero e sporco, e il tuo respiro partecipe s'allarga, s'inorgoglisce e si rattrista, mentre cammini con la sabbia in bocca, il tuo taccuino, la tua bella faccia bionda avventata". "Finché è vissuta Ilaria -sottolinea Mazzantini- non ha creduto di essere così diversa da nessuno, così preziosa. Prezioso era il suo lavoro, quella necessità. La spartana missione del cronista che mette i piedi nelle sabbie mobili delle infamità sommerse. Del dopo lei non ha mai saputo nulla e mai saprà. Si è coperta la testa con una mano su quel sedile, un gesto minuscolo che mai avrebbe potuto difenderla. Ma questo è un eroe, una persona incoronata dalla ostinata volontà del dovere, un facile bersaglio. La memoria è degli altri come una bandiera di pace, perché questo sembrano queste fotografie, composizioni tragiche di un esempio che non riguarda il passato, bensì il futuro". "Non ho mai conosciuto Ilaria Alpi -racconta Fiorella Mannoia- e aggiungo purtroppo, anche se la sento quasi familiare avendola citata ogni sera durante i miei concerti da molti anni a questa parte. Non potrá piú sentire il nostro affetto e la nostra grande ammirazione, non saprá mai che cosa rappresenta per tutti gli italiani onesti, tutti quelli che amano la veritá. Ed é per questa veritá negata che ilaria e Miran Hrovatin sono stati sacrificati, Ilaria doveva aver scoperto qualcosa piú grande di lei, qualcosa che non si doveva e non si poteva raccontare, qualcosa di talmente grande e sporco che ancora oggi fa paura. Quello che la societá civile puó e ha il dovere di fare, é non dimenticare, solo in questo modo il suo martirio non sará stato vano, mantenere vivo il suo ricordo non smettendo mai di pretendere quella veritá che fino ad oggi ci é stata negata. Era quello che Ilaria voleva...solo la veritá". (segue)

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