Roma, 24 giu. (Adnkronos) - "Le armi di cui il soldalizio della cosca Molè si riforniva in Slovacchia venivano trasportate in Italia all'interno di furgoni con doppifondi predisposti". Il colonnello Daniele Galimberti del Servizio centrale del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei Carabinieri, ricostruisce così, con l'Adnkronos, la 'filiera' del traffico di armi della struttura malavitosa sgominata dall'operazione 'Mediterraneo', il blitz fatto scattare dal Ros e dei Carabinieri di Roma e Reggio Calabria contro la cosca Molè della 'ndrangheta. "L'organizzazione -spiega Galimberti- aveva tre strutture operative: una all'estero, una incaricata di trasportare le armi fino a Gioia Tauro e un'altra che si occupava della lavorazione, distribuzione e vendita delle armi. Nel corso dell'operazione, sono stati sequestrati anche 4 fucili Kalashnikov". Ma non solo. Gli interessi della cosca, infatti, si allungavano anche sul settore del gioco: "Controllavano ampi settori della distribuzione di 'slot machines' sia a Reggio Calabria che nella provincia di Roma -rimarca il colonnello del Ros- e in queste ore sono in corso sequestri in Calabria e nel Lazio, tra Latina, Velletri e in provincia di Roma, di circa 100 macchinette distribuite da società gestite dall'organizzazione". Inoltre la cosca "disponeva di ingenti profitti derivanti anche da attività imprenditoriali nel settore sanitario. Per questo -conclude il colonnello Galimberti- sono scattati, tra gli altri, sequestri a Terni e a Gioia Tauro".