(Adnkronos) - Maria Rosaria spiega: "I primi ad abbandonarci, dopo l'esplosione della vicenda giudiziaria, sono stati i padri filippini che, non assumendosi nessuna responsabilità, nell'ottobre scorso sono andati via. Quando si è infatti stipulata la nuova convenzione con la Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri a cui fornivamo il nostro servizio, nessuno si è ricordato di inserire una clausola che tutelasse il personale laico, cioè noi tre, reclutato negli anni '70". "Da ottobre ad oggi abbiamo continuato a lavorare mediante un'agenzia interinale aggiudicataria di una gara bandita dalla direzione generale dei Beni culturali - racconta ancora Maria Rosaria - Perché, ed è importante ricordarlo, da circa un anno la biblioteca è stata scorporata dal Monumento nazionale ed afferisce alla direzione e alla soprintendenza regionale, completamente all'oscuro della nostra situazione. Si sta formando una nuova pianta organica e non si tiene conto di chi lavora qui da sempre. Non vogliamo restare eternamente, ma almeno ci dessero la possibilità di andare in pensione, di non finire sotto i ponti perché noi non possiamo consentirci nemmeno un avvocato".