Roma, 25 giu. (Adnkronos) - "Basta violenze: la morte di Ciro non sia vana". E' l'appello che lancia don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, in provincia di Napoli, tra i simboli della lotta dei comitati nella Terra dei fuochi, dopo la morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano morto all'alba per le ferite riportate negli scontri prima della finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso. "Ciro ha pagato un prezzo altissimo, per mano di violenti che non hanno niente a che fare con lo sport- spiega all'Adnkronos il prete anticamorra -andrò a concelebrare il suo funerale a Scampia. Abbraccio forte tutta la sua famiglia". "Dobbiamo imparare a vivere", ammonisce don Patriciello. "Il gioco e lo sport dicono gratuità e bellezza, non possono esserci nemici dentro e fuori lo stadio. Dobbiamo stare vicino ai giovani -conclude il sacerdote autore di 'Non aspettiamo l'Apocalisse'- e far capire che il calcio non è un affare ma una realtà che serve per crescere".