(Adnkronos) - Il regista gallese è anche un appassionato cultore di musica (è ultra decennale la sua collaborazione con il musicista Michael Nyman e con altri compositori come Wim Mertens ed ha dedicato documentari a figure come Mozart, John Cage, Meredith Monk, Robert Ashley, Philip Glass) ed anche film editor per il British Office of Information a partire dal 1965. A tutto questo, si aggiunge la sua attività di progettazione e realizzazione di installazioni multimediali su larga scala, ospitate in numerose città in giro per il mondo. Tra queste, l'ultima in ordine di tempo è The Towers/Lucca Hubrys, prodotta lo scorso anno a Lucca da Change Perfoming Arts, promossa e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e realizzata in collaborazione con il Lucca Film Festival e con Aldes, il cui catalogo verrà presentato in anteprima nel corso della serata al MuSA. Ma soprattutto si ricorda la sua inesausta attività di sperimentatore video. È quest'ultimo aspetto quello più interessante e che verrà messo in risalto nel corso dell'incontro con il regista. Greenaway è stato tra i principali pionieri della sperimentazione delle nuove tecnologie audiovisive (a partire dagli anni '80 con il paintbox), come testimonia la serie televisiva dedicata alla Divina Commedia di Dante (Dante's Inferno) prodotto dalla BBC nel 1989, realizzata in collaborazione con l'artista Tom Phillips, che sarà proiettata domenica 29 giugno al MuSA, nella serata dedicata alle produzioni video in onore del sommo poeta. Anche l'architettura (quella italiana classica fa la parte del leone) rientra nei temi prediletti (si veda Il Ventre dell'Architetto girato a Roma) come pure la musica (M is for Man, Music, Mozart) e la danza (Rosa del 1992, realizzato sulle coreografie di Anne Teresa De Keersmaeker). (segue)