Palermo, 25 giu. - (Adnkronos) - "La Sicilia e Palermo vanno a fuoco. Ettari ed ettari di superficie boschiva distrutti con danni irreversibili per il patrimonio ambientale, mentre i lavoratori sono a casa". I segretari di Flai, Fai e Uila denunciano la "gravissima situazione" esistente in Sicilia e nella provincia di Palermo a causa del mancato avvio al lavoro dei forestali. A Palermo, spiegano, ci sono 5 mila lavoratori della manutenzione licenziati: sono i forestali che dovevano realizzare i parafuoco lungo i perimetri dei boschi, per evitare il propagarsi degli incendi. E ci sono 1.600 lavoratori dell'antincendio, già selezionati, ma non ancora operativi: solo 300 (dei distretti forestali 1 e 2) sono stati messi in servizio questa mattina, denunciano i sindacati, ma non hanno potuto operare perché sprovvisti dei dispositivi di sicurezza (tuta ignifuga, casco, guanti, maschera, scarpe). Le parti sociali puntano il dito anche sulla mancanza di mezzi: autobotti e furgoni. "La politica e i dirigenti dell'Azienda foreste - dicono i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Tonino Russo, Adolfo Scotto e Giuseppe La Bua - devono assumersi la responsabilità del danno fatto al patrimonio boschivo, del pericolo a cui hanno esposto migliaia di cittadini e del grave disagio creato a tutti i lavoratori forestali e alle loro famiglie, del comparto antincendio e manutenzione, che sono rimasti a casa mentre le nostre montagne vanno a fuoco". Per i sindacati il mancato avvio dei lavoratori forestali, a ridosso della stagione estiva e a tutela del patrimonio boschivo, è un "atto gravissimo e incomprensibile".