(Adnkronos) - La parola fine tocca, però ad Annamaria. Tra le lacrime, la mamma di Cogne ribadisce la sua innocenza e chiede giustizia. La Corte però decide diversamente e dopo oltre 9 ore di Camera di Consiglio condanna Annamaria Franzoni a 16 anni per l'omicidio del figlio (13 con l'indulto). Contro la sentenza, i legali presentano ricorso in Cassazione che verrà respinto il 21 maggio 2008 confermando la sentenza emessa poco più di un anno prima dalla Corte d'Assise di Torino. Anna Maria Franzoni aspetta la sentenza a Ripoli Santa Cristina, sull'Appennino tosco-emiliano, a casa di un'amica. E a casa la raggiungono i carabinieri per notificarle l'arresto e trasferirla in carcere a Bologna. Il 5 settembre 2012 viene respinta la sua richiesta di avvalersi degli arresti domiciliari. Il 10 dicembre 2013, Franzoni ripropone la richiesta al Tribunale di Sorveglianza di Bologna una nuova richiesta di assegnazione ai domiciliari. È in questo contesto che viene ordinata l'ultima perizia psichiatrica, quella che, riguardo al rischio di recidiva della madre di Cogne, sostiene che la donna sia 'socialmente pericolosa'. Di parere opposto, invece, le conclusioni del consulente della difesa, professor Pietro Pietrini. Qualche giorno fa viene depositata l'integrazione della perizia, richiesta dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna, in base a cui per la mamma di Cogne c'è la possibilità di risocializzazione, dentro ma anche fuori dal carcere. Oggi la decisione del Tribunale di sorveglianza di concedere i domiciliari a Franzoni, che dal 7 ottobre 2013 lavora in una cooperativa sociale legata al carcere Dozza di Bologna, dove cuce borse, astucci e altri accessori.