Roma, 26 giu. (Adnkronos) - "A volte la musica sa cose che tu non sai". Parola di Sir Peter Maxwell Davies, ospite d'onore che, domani all'auditorium Parco della Musica di Roma, aprirà la stagione estiva dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La lunga estate di Santa Cecilia che si concluderà il 6 ottobre, porta a Roma artisti internazionali della grande musica classica, dal maestro Morricone al violinista Edoardo Zosi, per ripercorrere il grande repertorio, che quest'anno dedica largo spazio a Cajkovskij. Dopo la pausa di agosto, quattro orchestre straniere accompagneranno il pubblico romano in un giro del mondo sulle note di sinfonie straniere. Sarà dedicato alla 'città eterna' il concerto inaugurale che porterà sul palco romano Sir Peter Maxwell Davies, "erede dei grandi compositori inglesi che sono giunti in Italia" attratti dalla lunga tradizione artistica italiana, così Sir Antonio Pappano, direttore d'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia presenta il compositore inglese. Sul podio dell'Orchestra e del Coro di Santa Cecilia Pappano dirigerà il 27 giugno in prima italiana, la 'Decima Sinfonia' 'Alla ricerca di Borromini', già eseguita in prima mondiale e sempre diretta da Pappano il 2 febbraio scorso al Barbican di Londra dalla London Symphony Orchestra. L'ultima composizione di Davies è dedicata alla vita dell'architetto svizzero italiano Francesco Borromini. Suddivisa in quattro parti, due orchestrali e due vocali, si distacca pienamente dalla produzione precedente del maestro per mettere in musica l'opera architettonica di Borromini. la prima parte è essenzialmente un'esposizione di tutta l'opera, dove la musica, con un'orchestrazione di fiati e percussioni, riprende idealmente un progetto architettonico che, come suggerisce Sir Peter, vuole "realizzare attraverso i suoni le architetture di una chiesa borrominiana". "Un pezzo molto italiano- commenta Pappano- programmatico, dal titolo ben chiaro per il pubblico romano" in cui rimane vivo il ricordo dell'architetto barocco che tanto si dedicò a Roma. "Quando andai a visitare la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane rimasi colpito da quello spazio così limitato che Borromini aveva saputo rendere monumentale- spiega Sir Peter- così ho pensato di fare lo stesso in musica". La 'Sinfonia X' è strutturata infatti secondo "tre livelli di musica che corrispondono a tre livelli architettonici nelle chiese di Borromini", continua Sir Peter che ammette "adoro Borromini, amo le sue architetture fin da quando ero studente qui a Roma nel 1957, le illusioni ottiche degli spazi, il gioco di prospettive che riesce a creare con le sue opere". (segue)