(Adnkronos Salute) - "Vogliamo immedesimarci nella condizione delle persone con disabilità - afferma Cattaneo - e provare la loro esperienza quotidiana per comprendere in maniera induttiva, grazie al loro aiuto e ai loro suggerimenti, quali piccoli interventi e quali possibili atti normativi possano essere opportuni e concreti per cominciare a migliorare quello che già c'è e pensare a quanto si può fare di nuovo". L'idea nasce da "un'esperienza personale che, come mamma - racconta Maroni - mi vede vivere quotidianamente le difficoltà attraverso mio figlio Luca. L'obiettivo è far capire cosa significa vivere giorno per giorno, affrontando le barriere architettoniche che la città presenta. Chiederemo cose semplici, ma così essenziali da annullare l'identità dell'essere umano se gli vengono negate". Melazzini ricorda che "chiunque, in un contesto ambientale sfavorevole, può essere persona con disabilità. E' necessario un cambiamento radicale di cui tutti dobbiamo e possiamo essere protagonisti, rompendo l'idea che la persona con disabilità rappresenti un costo invece che una eccezionale risorsa per la crescita della comunità. Noi in Regione Lombardia abbiamo già dimostrato di aver fatto nostre queste convinzioni, presentando nel dicembre 2010 il Piano d'azione regionale 2010-2020 per le persone con disabilità, da me proposto e fortemente sostenuto, che guarda anche all'importante appuntamento di Expo 2015". Inoltre "abbiamo inserito come priorità nel Programma regionale di sviluppo la necessità di una presa in carico integrata della persona, finalizzata alla ricomposizione della spesa sociale, sociosanitaria e sanitaria per la realizzazione del progetto di vita delle persone". (segue)