Perugia, 28 giu. - (Adnkronos) - Per evitare le lunghe liste di attesa e il pagamento del ticket, numerosi medici e operatori sanitari facevano risultare falsi ricoveri di se stessi e di parenti, amici e conoscenti per ottenere gratuitamente e in breve tempo le prestazioni sanitarie. Il meccanismo, che ha provocato un danno all'erario pari a oltre un milione di euro, è stato scoperto dal Nas di Perugia nel corso di un'articolata e prolungata attività di indagine. In totale sono 800 i professionisti denunciati in servizio in 13 ospedali umbri con l'accusa di truffa aggravata mentre 575 dipendenti pubblici, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, sono stati segnalati alla locale Procura Regionale della Corte dei Conti. La procedura di accesso alle prestazioni specialistiche per pazienti ricoverati prevede che l'infermiere di turno, su disposizione del medico, provveda prima al ricovero dell'assistito e successivamente alla richiesta di esami di laboratorio. Una volta effettuato il prelievo, le provette vengono contrassegnate con un'etichetta, registrata nel sistema informatico con codice a barre, centro di costo, nome e cognome dell'assistito ricoverato, e recapitate al Servizio di Laboratorio Analisi. L'operatore del reparto inserisce i dati nel sistema informatico cui accede con una password riservata. (segue)