Roma, 16 gen. (Adnkronos) - Dalla tecnologia arriva un aiuto per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali nascosti o meno visibili. Il progetto, messo a punto da due ricercatori dell'Universita' La Sapienza di Roma, si chiama Cova (Crowd funding for cOnserving and VAlorizing minor monuments), e' sviluppato nell'ambito della spin-off Wsense (www.wsense.it), e si propone di valorizzare i beni minori del patrimonio culturale italiano, attraverso modelli di realta' virtuale e applicazioni di realta' aumentata. L'idea, nata dal lavoro dell'informatico Andrea Vitaletti e di Emanuel Demetrescu, archeologo esperto di modellazione con tool opensource, e' di creare ricostruzioni digitali dei monumenti, da un lato per monitorarne lo stato di conservazione, e dall'altro per restituire la fruizione di opere che di solito sono inaccessibili al grande pubblico. Il progetto dei due ricercatori della Sapienza, premiato nell'ambito della manifestazione nazionale Italiacamp come una delle due migliori proposte del Lazio, e' gia' realta'. La sperimentazione e' avvenuta 'in casa', traendo spunto dalla ristrutturazione dell'edificio che ospita il dipartimento Diag della facolta' di Ict della Sapienza. "Durante i lavori in via Ariosto -spiega Vitaletti- sono state rinvenute strutture romane risalenti al Medio e Tardo Impero, che sono state musealizzate sotto un pavimento di vetro, ma restavano inaccessibili al pubblico: di qui la necessita' di trovare delle modalita' fruitive e descrittive". (segue)