Roma, 17 gen. (Adnkronos) - Va risarcito anche l'ex partner se, in seguito ad un incidente, l'altro muore. A patto, dice la Cassazione, che i rapporti tra i due siano rimasti civili e affettuosi. In questo modo, la Terza sezione civile (sentenza 1025) ha convalidato un risarcimento di 25 mila euro nei confronti di un marito separato di Milano, Roberto F. come danno biologico per la scomparsa della ex moglie 42enne Olimpia, avvenuta venti anni fa, nel gennaio 1993, in seguito ad un incidente stradale. Secondo la Cassazione, "il risarcimento del danno non patrimoniale come pregiudizio morale puo' essere accordato ad un coniuge per la morte dell'altro anche se vi sia tra le parti uno stato di separazione personale, purche' si accerti che l'altrui fatto illecito", in questo caso l'incidente stradale, "abbia provocato nel coniuge superstite quel dolore e quelle sofferenze morali che solitamente si accompagnano alla morte di una persona piu' o meno cara". La separazione, infatti, sottolinea la Suprema Corte, "in se' e per se' non e' di ostacolo al riconoscimento del risarcimento del danno non patrimoniale. E' tuttavia necessario dimostrare che, nonostante la separazione, sussista ancora un vincolo affettivo particolarmente intenso, con la conseguenza che l'evento morte ha determinato un pregiudizio in capo al superstite". La richiesta di risarcimento, osserva ancora piazza Cavour, puo' essere esaudita anche se "non c'e' piu' un progetto di vita in comune". Nel caso in questione, poi, osserva ancora la Cassazione allineandosi alla decisione della Corte d'appello di Milano, durante il matrimonio tra Roberto e Olimpia era nato un bambino. In primo grado l'ex marito aveva ricevuto un risarcimento molto piu' alto, pari a 168 mila euro, poi ridotto a 25 mila in appello e convalidato oggi - a distanza di venti anni - dall'evento luttuoso.