(Adnkronos) - Le officine dipendevano dall'amministrazione centrale, sotto il patrocinio del Sultano, ed erano strettamente regolamentate. Se le tecniche di decorazione partivano dall'esperienza veneziana ed europea (ad esempio l'uso del vetro opalino), dal punto di vista estetico la decorazione assunse subito i tratti unici dell'arte ottomana, caratterizzata dall'uso di motivi floreali e geometrici intrecciati e colorati. Fino all'avvento della produzione di massa, l'arte vetraria era un considerata un lusso, tanto che era previsto per alcuni preziosi esemplari l'utilizzo di oro e argento. Dato che si trattava di oggetti molto amati e ricercati dai nobili di corte e dai collezionisti, numerose opere d'arte vetraria sono esposte nei musei pubblici e privati della Turchia. I motivi piu' comuni utilizzati - in particolare per vasi, zuccheriere, bottiglie da profumo e da medicinale, lampade, piatti, bicchierini - sono le forme geometriche (triangoli e cerchi), fiori e foglie, frutta, linee dorate dritte e curve, stelle e mezzelune. Alkin parte dunque da questa elaborata tradizione del passato ottomano e la interpreta con spiccata personalita' nel suo laboratorio di Istanbul, in una chiave nuova e moderna. Nella mostra di Roma, la prima in Italia, si ripercorreranno gli ultimi dieci anni del suo percorso artistico, "un breve riassunto -dice l'artista- dell'arte di decorazione del vetro dal passato al presente".