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Sanita': Legacoop Lazio, ricorso a Consiglio Stato su assistenza domiciliare Asl Roma A (2)

domenica 20 gennaio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Lo stesso Tar del Lazio, infatti, nella sentenza ha affermato che "sebbene, effettivamente, l'attivita' socio sanitaria di assistenza domiciliare, nella Regione Lazio, sia in astratto ed in linea di principio ricompresa tra le attivita' soggette ad autorizzazione di esercizio ed accreditamento istituzionale, in base alla stessa legge regionale (Ll Rr N. 4/2003 e 6/2011), i relativi procedimenti risultano ancora inattuali". Un'inerzia quindi, si legge in una nota di Legacoop Lazio, che "ha arrecato un grave danno alle cooperative della cordata ed ha permesso a nuovi soggetti di entrare improvvisamente nel mercato, senza l'esperienza e la solidita' che le cooperative gia' presenti sul territorio possono vantare". "Ci ha lasciato perplessi la decisione di aggiudicare la gara a un costo annuo di 5 milioni di euro, contro di 2,5 milioni di euro spesi per il servizio reso fino ad oggi - ha continuato Bongiorno - Non solo, il capitolato prevede un fabbisogno di un terzo inferiore a quello reale e fino ad oggi soddisfatto: possiamo quindi ipotizzare che, per assistere i pazienti attualmente presi in carico, l'Asl spendera' a causa delle nuove tariffe circa 7.5 milioni di euro. Una scelta inopportuna, incomprensibile e discriminatoria, anche alla luce dei tagli conseguenti alla spending review, che hanno falcidiato tanti servizi resi dalle nostre cooperative". "Le tariffe introdotte dal nuovo affidamento - ha aggiunto - sono quelle previste dalle delibere del 2008 sull'accreditamento dell'assistenza domiciliare, che, nonostante sia rimasta lettera morta in gran parte delle sue disposizioni, ha trovato attuazione solo nella previsione dei costi, pensati in astratto per soggetti accreditati. Insomma da una parte l'Asl Roma A, deliberando l'indizione di una gara di appalto, ha affermato che l'accreditamento per l'assistenza domiciliare non esiste; dall'altro applica ai nuovi aggiudicatari le tariffe per gli accreditati, pur in assenza di un accreditamento. Queste considerazioni hanno colpito molto anche il Prof. Ferdinando Romano, direttore del Dipartimento Risorse del Servizio Sanitario Regionale, che ci ha ricevuti una settimana fa a seguito di una manifestazione dei lavoratori". (segue)

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