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Papa: ''La politica è servire il bene comune. E un buon cattolico si immischia''

''Io non posso lavarmi le mani, tutti dobbiamo dare qualcosa''
domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

Città del Vaticano, 16 set. (Adnkronos) - "I cittadini non possono disinteressarsi della politica" e in particolare "un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare". Papa Francesco lo afferma durante l'omelia nella domus di Santa Marta, sottolineando al tempo stesso che "umiltà e amore sono caratteristiche indispensabili per chi governa" e invitando anche a pregare per le autorità. "Nessuno di noi può dire 'ma io non c'entro in questo, loro governano...'. No, io sono responsabile del loro governo e devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando nella politica come posso. La politica - ricorda il Papa, richiamandosi alla dottrina sociale della Chiesa - è una delle forme più alte della carità, perché è servire il bene comune. Io non posso lavarmi le mani, tutti dobbiamo dare qualcosa. C'è l'abitudine di dire solo male dei governanti e fare chiacchiere sulle cose che non vanno bene: senti il servizio della Tv e bastonano, bastonano; leggi il giornale e bastonano; sempre il male, sempre contro". Osserva allora Francesco: "Forse, il governante è un peccatore; ma io devo collaborare con la mia opinione, con la mia parola, anche con la mia correzione, perché tutti dobbiamo partecipare al bene comune. Se tante volte abbiamo sentito dire che 'un buon cattolico non si immischia in politica', questo non è vero, quella non è una buona strada". Dunque, osserva il Papa, "diamo il meglio di noi, idee, suggerimenti, ma soprattutto la preghiera: preghiamo per i governanti, perché ci governino bene, perché portino la nostra patria, la nostra nazione avanti e anche il mondo, affinché ci siano la pace e il bene comune". "Chi governa - osserva infine - deve amare il suo popolo, perché un governante che non ama, non può governare: al massimo potrà disciplinare, mettere un po' di ordine, ma non governare". Quindi "le due virtù di un governante sono l'amore per il popolo e l'umiltà".

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