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Caccia: Sardegna, sconcerto dopo decisione Tar sospensione calendario

domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

Cagliari, 18 set. - (Adnkronos) - Sconcerto, delusione e rabbia tra i 48mila cacciatori sardi che stamani hanno appreso della decisione del Tar Sardegna di sospendere in via cautelare il calendario venatorio regionale dopo il ricorso delle associazioni ambientaliste, Lac (Lega abolizione caccia), Associazione vittime della caccia ed Earth. Un ricorso dello studio legale Rizzato, Bertuzzo e Tessaro di Vicenza, redatto in 20 pagine, che smonta pezzo per pezzo il calendario venatorio, contestando in primis l'assenza di un piano faunistico venatorio, non e' stato sottoposto a valutazione di incidenza e al parere preventivo dell'Ispra, L'Istituto superiore per la ricerca ambientale. "Sto valutando l'opportunita' di esporre una denuncia contro ignoti per capire di chi sono le responsabilita"', afferma il consigliere regionale Ignazio Artizzu, presidente provinciale della Federcaccia di Cagliari, perche' giudici del Tar Sardegna, hanno accertato l'assenza del parere dell'Ispra. Sono circa 48mila i titolari di porto d'arma per la caccia che ora, dopo essersi preparati per la stagione venatoria, pagando le tasse regionali, 25 euro, piu' le concessioni governative per circa 170 euro, l'assicurazione obbligatoria (minimo 45 euro) ora vedono svanire, a tre giorni dall'apertura generale, fissata per il 22 settembre, l'opportunita' di poter andare a caccia. In Sardegna i circa 40mila cacciatori (esclusi quelli che per varie ragioni non vanno a caccia) muovono un indotto di circa 10 milioni di euro a stagione. "Anche per queste ragioni la caccia rappresenta un importante segmento economico", spiega Artizzu. L'80% delle tasse governative resta in Sardegna, piu' quella regionale", con un gettito di circa 7 milioni di euro che incamera la Regione sarda. "A questi si devono aggiungere i costi per l'acquisto di fucili e cartucce, l'indotto per l'abbigliamento, benzina, ristoranti, trasferte, mantenimento cani, quote di iscrizioni alle riserve autogestite. Un movimento che "non puo' essere trascutato", spiega Artizzu, che ha presentato una proposta di legge, "approvata dalla Commissione ambiente, ma non ancora approdata in aula, che metterebbe a riparo il calendario venatorio da ogni ricorso".

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