Zurigo, 19 set. - (Adnkronos/Ats) - "Gli abitanti dei grandi agglomerati urbani in Asia sono i più esposti alle catastrofi naturali". E' quanto rivela uno studio di Swiss Re. Infatti, rileva il report, tenendo conto dei cinque pericoli maggiori (inondazioni, uragani, tempeste, terremoti e tsunami) la zona di Tokyo-Yokohama è quella ritenuta a più alto rischio, seguita dalla regione di Manila nelle Filippine. Il gruppo svizzero, secondo al mondo dopo Munich Re, ha esaminato l'esposizione dal punto di vista umano ed economico di 616 zone urbane nel mondo che raggruppano 1,7 miliardi di abitanti. Stando alla compagnia elevatica, dopo la zona di Tokyo-Yokohama che conta 57,1 milioni di abitanti potenzialmente colpiti e la regione di Manila (34,6 mln) figurano l'estuario del fiume delle Perle della regione di Hong Kong, Macao e Canton in Cina (34,5 mln), la regione che tocca le città giapponesi Osaka e Kobe (32,1 mln) e la capitale indonesiana Giacarta (27,7 mln). Dopo Nagoya (Giappone, 22,9 mln) Calcutta (India, 17,9 mln) Shanghai (Cina, 16,7 mln) quale prima città non asiatica figura la metropoli di Los Angeles (16,4 mln), seguita al decimo rango dalla capitale iraniana Teheran (15,6 mln). Al di là delle perdite umane, le catastrofi naturali, rileva Swiss Re, "possono disorganizzare l'economia locale e nazionale nel caso di gravi danni alle infrastrutture essenziali e di impossibilità di recarsi al lavoro". In termini di produttività, misurata in base al valore di giorni di lavoro persi, Tokyo è la città con la maggiore esposizione potenziale, seguita da Osaka, Kobe e Nagoya. Successivamente si trovano l'estuario del fiume delle Perle, Amsterdam-Rotterdam, Los Angeles, New York - Newark (Usa), San Francisco (Usa), Parigi e Taipei (Taiwan). Swiss Re sottolinea che le inondazioni rappresentano di gran lunga il maggiore rischio per gli agglomerati.